Assemblea Soci ATS


Invito per tutti i soci dell’ATS all’Assemblea Ordinaria del 17/06/2008

Il giorno 16 giugno alle ore 9.00 in prima convocazione e il giorno 17 giugno alle ore 18.00 in seconda convocazione si terrà l’Assemblea Ordinaria dei soci presso la sede operativa in Monteporzio Catone, via di Frascati 94, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

1) Comunicazioni sulle attivita’ svolte;
2) Presentazione e dibattito sui progetti in corso e futuri;
3) Ufficio stampa;
4) Autofinanziamento;
5) Varie ed eventuali.


Rassegna stampa


L’amore per il prossimo nei progetti dell’Associazione Tuscolana Solidarietà
Lavoro e cittadinanza per una vita migliore
Parla la vicepresidente Gloria Giacchino: «Le donne ritrovino la dignità» (Articolo tratto da “la citta’ tuscolana” (n. 7/2008, p.7).

Già da qualche anno è operativa, sul territorio
dei Castelli Romani, l’Associazione Tuscolana Solidarietà
(Ats), realtà che si occupa prevalentemente di progetti per
le donne vittime della tratta. Abbiamo chiesto alla combattiva
vicepresidente, Gloria Giacchino Zatti, di illustrarcene in dettaglio
le attività e gli intenti. «L’associazione è nata nel
2003 ed è il braccio operativo della Caritas. Tra i fondatori c’è
l’attuale presidente, Don Baldassarre Pernice, la sottoscritta,
la signora Nicoletta Appacher, l’avvocato Stefania Rondini e
l’operatrice Paola Peretti. Siamo iscritti al Registro nazionale
delle associazioni che operano nel campo dell’immigrazione,
sia nel settore migranti che in quello della tratta umana. Che
non è solo prostituzione ma anche accattonaggio, scambio e
donazione di organi, matrimoni coatti, e altro ancora. Abbiamo
sede legale a Grottaferrata e sede operativa a Monte Porzio
Catone, ma la nostra attività nei Castelli Romani tocca
anche Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, Colonna,
Frascati, e Marino, e altri circondari, come per esempio
Roma sud». Di quali organismi siete
membri attivi? «A Grottaferrata facciamo
parte del Centro socio culturale e siamo parte di Agenda 21.
Siamo soci dello sportello antiusura e da poco siamo diventati
valutatori per il microcredito della Regione Lazio gestito da
“Sviluppo Lazio”: aiutiamo le persone che normalmente non
sarebbero bancabili garantendo per loro la restituzione rateale
del debito che si accollano». Organismi con attività diverse
dalla vostra, o sbaglio? «Sì, ci appoggiamo a una
serie di operatori che possonoessere anche all’esterno delle
nostre specifiche competenze. Conosciamo molto bene il territorio
e cerchiamo di risolvere i problemi collaborando con comuni,
enti pubblici, Comunità Montana, Piani di zona. Per fare
ciò abbiamo operatori a stipendio (circa 30) su progetti che
hanno ottenuto finanziamenti pubblici, e volontari (circa 50)
tra i quali annovero anche quelli della Caritas, perché siamo un
po’ la stessa famiglia». Come operano i volontari?
«Dipende. Per il “Progetto casetta”, per esempio, la casa di
accoglienza per mamme e bambini di Frascati, oltre all’équipe
specializzata (con psicologa e altri operatori) c’è un’operatrice
24 ore su 24, in alternanza con una serie di volontari che lavorano
in rete attraverso gli sportelli lavoro, casa e sanità: uno,
ad esempio, provvede a fare la spesa, un altro si occupa delle
piccole riparazioni e manutenzioni domestiche. Insomma: le
persone ospiti trovano non solo un’abitazione ma un supporto
pratico ed emotivo che le aiuta a ricominciare a camminare
con le proprie gambe. Il servizio è iniziato nel 2004; nei primi
240 giorni di attività ha dato sostegno a tre nuclei familiari,
fornito più di 5000 pasti principali e oltre 600 pernottamenti.
Cerchiamo di lavorare a tutto campo per capire e risolvere il
problema». Quali sono i progetti più importanti per le donne vittime
dello sfruttamento? «Il progetto più grande in questo momento è “Prendere il volo”: prevede un’unità di strada
e una casa di accoglienza a Nettuno per queste donne, gestita
insieme con la cooperativa Magliana 80 e le associazioni Differenza
donna e Be free. Si cerca di aiutarle a ritrovare la loro dignità,
non solo togliendole dalla strada e aiutandole a riottenere
i documenti ma anche inserendole nel mondo lavorativo.
Per fare ciò abbiamo sviluppato insieme alla Comunità di Capodarco,
che ha sede operativa a Roma sulla via Appia, il progetto
“Voglio esserci anch’io” che prevede un corso di formazione
con inserimento delle allieve in aziende dopo 250 ore di stage
e che dovrebbe concludersi con l’assunzione: per ora ne
abbiamo due a Marino, una a Ciampino e dieci a Roma. Da
gennaio ad oggi le abbiamo formate, sino a maggio c’è lo stage,
poi, speriamo, si procederà alla loro assunzione. Dico così perché
reinserire nel mondo civile giovani donne che considerano
la prostituzione un lavoro come tanti è molto complicato. Il percorso
inizia a partire dall’unità di strada, di cui è operatrice la
nostra Nicoleta Dragu (romena), ma non basta: l’autonomia dipende
da vari fattori, tra i quali il conseguimento di un lavoro
dignitoso, ma anche dall’azione di recupero della personalità
tramite operatori, educatori di comunità, psicologi, assistenti
sociali, medici». E a chi vi dice “il gioco non vale la candela”, cosa risponde? «Se consideriamo tutte le persone che vivono tale dramma e il numero di quelle che siamo riusciti ad aiutare, la situazione è sconfortante. Ma riteniamo che ne valga la pena comunque, anche se fosse solo una a salvarsi e a incominciare a fare un lavoro e una vita normale. I servizi sociali servono a questo,
non sono imprese con profitto e lucro. Il nostro compito, con
l’aiuto dei mezzi d’informazione, è anche quello di divulgare una
cultura civile. Vogliamo far capire alla gente normale che c’è
tanto dolore e sofferenza nelle prestazioni sessuali di cinque
minuti; che quello che si fa non basta perché il fenomeno è in
aumento e le ragazze sempre più giovani, minorenni».
In che condizioni lavorate? «Il lavoro è molto difficile
perché i criminali arrivano sempre prima di noi, in quanto
sanno esattamente le azioni che le varie associazioni, polizia, carabinieri, servizi sanitari vogliono svolgere a favore di queste
povere donne: loro sono quelli che scappano e noi gli inseguitori,
però non sappiamo da che parte andare. E il fatto che le
ragazze spariscano dalla strada spesso non è buon segno: o sono
state costrette in locali chiusi e spostate in altri territori o, purtroppo, addirittura uccise. Ma noi dell’Osservatorio nazionale
della tratta non ci arrendiamo e continuiamo il nostro lavoro».
Da queste parole si appurano l’impegno notevole e la carità
dei dipendenti e dei volontari dell’Associazione, alla quale va il
nostro apprezzamento. E magari anche un aiuto concreto, che
non costa nulla al contribuente, mediante la donazione del 5 per
mille dell’Irpef nella denuncia dei redditi, con l’indicazione del
codice fiscale Ats 92016800580.
Info: www.associazionetuscolanasolidarietà.it.
Le richieste di servizi presso la Caritas di Frascati sono fortemente aumentate, anche a causa di un forte incremento dei ricongiungimenti familiari. I numeri dei soggetti svantaggiati sembrano in diminuzione, in realtà molte di queste persone continuano a fruire dell’appoggio anche per lungo
tempo dopo il primo contatto. In questo senso, i dati rappresentano solo i nuovi beneficiari, che si sommano ai già esistenti, e indicano in via ufficiale il momento del primo incontro.
In effetti, sono sempre più gli stranieri provenienti in particolare dalla Romania che passano dagli uffici della Caritas, seppure per
servizi più mirati verso il lavoro e la stabilità. Il totale di 2731 tesserini Caritas emessi dal 2000 al 2007 rappresenta una popolazione nella maggior parte dei casi di clandestini e
irregolari che usufruisce di una serie di servizi a disposizione di un pubblico disagiato: assistenza legale, sanitaria, dentistica, psicologica, centro ascolto. Gli utenti possono accedere alle
docce e ai servizi barbiere e lavanderia; sono aiutati nella ricerca di un lavoro e di una casa, nell’apprendimento dell’italiano; sono accolti
in dormitorio e in mensa. La Caritas provvede anche a distribuire cibi, abiti e farmaci. Alcuni dati: in soli 84 giorni, la mensa
estiva ha fornito 3360 pasti caldi; il dormitorio invernale ha interessato 3000 pernottamenti in 150 giorni (20 persone per 5 mesi); le docce sono state 128 al mese, ovvero 1400 in 11 mesi.
Le famiglie assistite sono 60 e due volte al mese si recano presso i locali della Caritas per prendere cibo e altri prodotti per la casa (in 10 mesi sono stati erogati 1200 prodotti tra cibo, abiti e detersivi).
Il centro ascolto, con il suo servizio legale, nel 2007 ha assistito 500 persone in difficoltà; il servizio lavoro gestisce circa 2500 persone all’anno, quello psicologico 230 casi. Il servizio sanitario 10 persone alla settimana, in media per dieci mesi, e quello dentistico 2-3 pazienti a settimana. (d.s.)


5 per mille

scelta del cinque per mille

Per contribuire alle nostre attivita’ devolvi il tuo 5 per mille, basta indicare nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell’ATS.

Compilata la scheda CUD, il modello 730/1 o il Modello Unico, firma nel riquadro intitolato Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale… ed indica il nostro codice fiscale 92016800580

11. giugno 2008

Assemblea Soci ATS

Invito per tutti i soci dell’ATS all’Assemblea Ordinaria del 17/06/2008


25. maggio 2008

Rassegna stampa

L’amore per il prossimo nei progetti dell’Associazione Tuscolana Solidarietà
Lavoro e cittadinanza per una vita migliore
Parla la vicepresidente Gloria Giacchino: «Le donne ritrovino la dignità» (Articolo tratto da “la citta’ tuscolana” (n. 7/2008, p.7).